Forced Labor 1939 - 1945


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Liliana S., Italian Jew, deported to Auschwitz at age 13

The Italian Jew, Liliana S., fled to Switzerland in 1943 but was sent back by the Swiss police and then deported to Auschwitz. There she survives the selection and works in a metal plant.

Liliana S., 2005 in Mailand
Liliana S., 2005 in Milan

 

 

 

Liliana S. remembers their entry refusal at the Swiss border:
Nel boschetto incrociammo una sentinella svizzera. Questo, senza una parola ci prese in consegna e ci accompagnò al comando di Polizia del primo paesino che si chiama Arzo, della Svizzera italiana […]Poi al Comando di Polizia, dopo lunga attesa, l’ufficiale che ci ricevette disse che eravamo degli imbroglioni, che non era vero che in Italia gli Ebrei erano perseguitati, che la Svizzera era piccola  e che non ci poteva tenere. No! Io, quando ho sentito questo, proprio ho detto fra me: “No, no, questo non è possibile, non è vero che ci capita una cosa di questo genere.” Mi ricordo che mi buttai per terra, gli abbracciai le gambe, lo stringevo, lo supplicavo. E mio papà anche lì, fece un tentativo di lasciare me, lì, disse: ”Ma tenga almeno la mia bambina!” Questo, a parte che forse non l’avrebbe neanche fatto, ma poi non ebbe il tempo di dire sì o no, perché io dissi: ”No! Assolutamente, non resto qui!” Nella maniera più assoluta: “Non resto!” Non mi sono mai pentita di questo, è stato un momento cruciale della mia vita, ma non mi sono mai pentita di questo. Ho abbracciato mio papà e ho ditto: “Non resto io qui, non resto qui, per nessun motivo!” Ci ha rimandati indietro.

 

Interview Data:

 

Reference: Emanuela Zuccalá, Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah, Milan 2005

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Last Update: 10/23/2009